Non sembra Oslo

Quando ho sentito alla radio le notizie non credevo alle mie orecchie: "Nel centro di Oslo scoppiato un ordigno". Ho pensato: "Oslo, ho capito bene; la capitale di una Nazione dove la polizia è disarmata e gli abitanti sono di una civiltà che in Italia nemmeno ci sognamo". Lo stupore è aumentato quando ho sentito di qualcuno che sparava sui giovani socialdemocratici riunitisi per una convention sull'isola di Utoya.
91 morti, questo è il bilancio dei morti ma dagli ospedali arrivano aggiornamenti costanti; stamattina apprendo che si tratta di un giovane legato ad ambienti di estrema destra, ma sarà la giustizia norvegese ad accertare la verità.
Una Nazione che pensava di essersi lasciata alle spalle i problemi legati al terrorismo si ritrova a sconvolgere l'intera Europa a causa di questi fatti. Nessuno, infatti, si aspettava in un Paese tanto pacifico, carneficina simile a quelle cui siamo abituati a vedere in ben altri Stati.
Un duplice attacco studiato nei minimi dettagli per causare numerose vittime; un atto gravissimo soprattutto perché architettato contro gente che non è abituata a scontri tra fazioni.
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