mercoledì 16 settembre 2009

Qualcuno può spiegarmi cosa ci fanno i nostri militari in Afganistan

Oggi alle 11:10 c'è stato un attentato contro i militari italiani: ne sono morti sei, i politici in Italia, tenendosi strette le palle con una mano, hanno fermati i lavori del parlamento in attesa che il governo riferisca. E' bello parlare quando si è seduti su una comoda poltrona con uno stipendio stratosferico. Perdonatemi per il tono ma sono incazzato.

A me sembra che questi signori siano più addolorati delle mogli, mamme, papà, figli, fidanzate di questi soldati. La Santa Sede con una nota esprime il profondo dolore per i soldati che operano per la pace. Questo è il punto, bisogna iniziare a dire la verità non è più una missione di pace, ma di guerra. La guerra è contro i talebani e non si capisce bene se gli afgani li vogliano o no.

La Russa dice che non andremo via dall'Afganistan, certo, lui che pericolo corre da Roma? Berlusconi dice che questi soldati sono morti per la libertà, ma di chi?

Perché i nostri militari devono essere li, dove non si capisce bene chi sia il nemico, dove non si sa se la guerra la stiamo vincendo o perdendo visto che sempre più zone sono sotto il cotrollo dei talebani.

Ricordo che quando ci provò l'esercito sovietico in Afganistan dopo tantissimi anni di guerra dovettero desistere: in quel tempo i guerriglieri erano supportati dagli Stati Uniti, adesso lo stesso stato guida una coalizione contro coloro che aveva sostenuto in precedenza, bha!

A questo punto la domanda è d'obbligo: a noi Stato italiano cosa ne viene in tasca da questa guerra? In molti parlano di un oleodotto che dovrebbe passare da quelle parti: è vero? Nel caso fosse vero, ne avremo una parte? Dico questo perché altrimenti i nostri soldati sono morti inutilmente e non vengano a menarla con le cavolate della libertà e altre cose simili perché, a quanto sembra, a furia di esportarla insieme con la democrazia in Italia siamo rimasti senza.

La smettano i politici di dire che i nostri soldati sono li per il nostro paese perché, salvo qualche raro caso, vanno per la paga che, per le missioni all'estero, è molto appetibile in cambio del rischio grandissimo: la vita.

La questione è un'altra: le missioni all'estero sono realmente necessarie? A mio avviso sarebbe meglio starsene a casa che portare, a costi altisssimi (vita delle persone), "libertà e democrazia" dove sotto sotto non la vuole nessuno.

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