"Canone Rai": un po' di chiarezza.

Bene, come ci ha abituato questo governo e talvolta anche gli altri, dopo la prima puntata di "AnnoZero", nella quale è stata riportata la verità di fatti tra l'altro documentati, si da il via libera alle polemiche vergognose e si assiste, addirittura, a qualcosa che ha praticamente dell'incredibile: Feltri e Belpietro strizzano l'occhio a Beppe Grillo, invitando le persone a disdire il canone Rai. E' d'uopo un po' di chiarezza.

Il termine "canone", riferito alla tassa che dovrebbero pagare tutti gli italiani, è fuorviante perché porta a pensare che al momento del pagamento si acquista un servizio che altrimenti non si vedrebbe come avviene per le payTV. Con il termine "canone RAI", in realtà, si intende una tassa di possesso di un televisore o di un apparecchio radio. Non pagarlo, infatti, comporta invio da parte della Agenzia delle Entrate di una cartella esattoriale e già questo basterebbe a far pensare che non si tratta di un abbonamento o di un canone, bensì di una tassa.

Il concetto di disdire il canone detto da Beppe Grillo ha un senso perché il comico genovese punta tutto sul web e sugli spettacoli dal vivo dai quali, tra l'altro, trae sostentamento ma, francamente, detto da Feltri e da Belpietro proprio non riesco a capirne il senso.

Questa strana campagna può portare a pensare che i suddetti Direttori non sanno di cosa stanno parlando; si, perché affinché il "canone" venga disdetto sarà necessario mettere il proprio apparecchio TV a disposizione della Guardia di Finanza o ai Funzionari SAT per farlo sugellare (sigillare) e mostrare che in casa non vi siano altri apparecchi. Per farla breve: non pagare legalmente il "canone RAI"  vuol dire, in teoria, smettere di vedere la TV o meglio non poter più accendere la TV. Significa, pertanto, che non ha più senso SKY, non ha più senso Mediaset, non ha più senso il Digitale Terrestre e quant'altro; non significa mettere il bavaglio a Santoro o a chiunque altro faccia inchieste. Per Berlusconi significherebbe niente più signorire piacenti che sculettano qui e li nelle sue TV.

Ad ogni modo potete vedere come non pagare più la tassa di possesso per l'apparecchio televisivo qui e qui.

In un Paese serio ognuno deve avere il diritto di vedere la tv senza pagare tasse perché già ce ne sono troppe e di scegliere cosa vedere, quindi la TV di stato non può essere concorrente di una TV generalista privata e contemporaneamente avere un controllo politico perchè altrimenti svilisce il suo senso.

Lo Stato non può venire in casa e sigillare un'apparecchio che non ha comprato, quindi l'unico modo per non pagare più il "canone" e continuare a godersi il proprio tv a cristalli liquidi è da ricercarsi nell'abolizione del "canone" attraverso una legge apposta senza limitare la libertà altrui attraverso i sigilli imposti al televisore che non ha colpe.

Ti è piaciuto l’articolo? Clicca su OK!

Puoi votare altri articoli anche in questa pagina.

Commenti