L'estate pazza della Lega: fiction in dialetto, meno cultura gay e più valori della famiglia in tv

La Lega, approfittando delle ferie del Governo, lancia una nuova offensiva politica questa è la volta della Fiction in dialetto. L'idea, a quanto sembra, è stata reputata da tutti come inutile e poco interessante.

A divulgare l'idea è stato Zaia, Ministro dell'Agricoltura, si sono d'accordo tutti direte: "cosa c'entra lui con le telecomunicazioni?". Non so cosa c'entra. Che ci sia odore di rimpasto? Vabbè in ogni caso l'idea sembra essere stata scartata anche dalla maggioranza stessa.

Zaia non si ferma alla divulgazione delle idee del suo partito ed attacca Rai 3 che non divulga abbastanza la cultura regionale ma resta una rete ideologica.

Non c'è nulla da fare al centro-destra proprio non va giù che qualche telegiornale non faccia la solita messa cantata somministrata ogni giorno agli italiani. Ancora Zaia si lascia andare sulla cultura reputando necessario che la televisione pubblica non veicoli la cultura gay e le unioni gay bensì i valori della famiglia.

Sulla Rai non mandano pubblicità dei preservativi, figuriamoci se mandano la cultura gay, tuttavia non mancano sicuramente le trasmissione dei preti: credo di conoscerne almeno due. Penso, pertanto, che la materia della famiglia in genere è trattata dalla Chiesa, di conseguenza presumo che se l'idea della Lega venga accettata sarebbe necessario introdurre nuove trasmissioni condotte dal clero o da chi per loro.

Aiuto.


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