Ieri si è chiusa una macabra pagina della politica italiana

Ieri si è chiusa una triste pagina, oserei dire macabra, della politica italiana ieri la camera dei deputati ha votato ha votato il DL anticrisi che prevede tra l'altro il rientro dei capotali dall'estero attraverso il pagamento allo Stato di una sanzione del 5% se non sbaglio

Già questo dovrebbe far riflettere sulla scelleratezza del provvedimento che disattende totalmente ciò che stato detto e siglato all'inutile G8 dell'Aquila. Il decreto anticrisi da definitivamente il colpo di grazia alla già vacillante lotta all'evasione e al riciclaggio di denaro sporco, dato che permette il passaggio di un concetto molto semplice il quale, tra l'altro, può essere riassunto in tre passaggi:
  1. accumulo di denaro sporco di qualsiasi provenienza;
  2. stoccaggio e deposito in paradisi fiscali;
  3. rientro in Italia pagando allo Stato pagando quella che potrebbe essere chiamata anche "washing machine tax" ed ecco il denaro appena ripulito, fresco e profumato pronto per essere reinvestito.
Ciò che rende ai miei occhi ancor più scandaloso e il completo anonimato, di qui si apre una nuova ottica che è la seguente: ipoteticamente il mafioso, l'evasore o chi per loro potrebbe tenere il denaro in Italia andare alla Banca d'Italia e dire che il denaro era all'estero paga la "washing machine tax" ed e fatto il giochetto senza scomodarsi per andare all'estero.

La cosa bella è la pochezza di tutta la situazione, presentata come un provvedimento utile tanto che Rotondi, ministro per l'attuazione del programma (ministero a mio avviso inutile), lo difende con queste parole: "E' utile per rilanciare il Sistema-Paese. Il ricorso alla fiducia è, in questo momento, lo strumento utile per consentire ai provvedimenti del governo di avere una efficacia tempestiva". Il ministro, però, dimentica che negli altri paesi, dove la lotta alla evasione e al riciclaggio viene portata avanti sul serio, i capitali all'estero sono tassati secondo la legge e in più vi è la sanzione, certamente in questi termini nessuno li farebbe rientrare per questo tutti gli Stati si sono scagliati contro i paradisi fiscali in nome della trasparenza soprattutto in un momento di crisi come questo.

Ciò che rende il tutto drammatico è un messaggio pensato come sub liminare, ma che in realtà tutti hanno colto con chiarezza: gli evasori non pagheranno le tasse grazie allo scudo fiscale mentre i terremotati dell'Abruzzo si. Il governo e tutti coloro che hanno contribuito a questa situazione dovrebbero essere messi alla gogna, ma quella vera però!


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