I giorni della resistenza della scuola

Caro blog,
ci siamo quello che attendevo è arrivato, siamo al momento delle dichiarazioni potenti che però il giorno dopo vengono tranquillamente smentite, facendo passare le moltitudini che ascoltano per degli imbecilli cronici che non capiscono nemmeno la lingua che parlano ma, cosa scrivere, sono circa 14 che siamo abituati a queste sortite: i più non fanno ci quasi più caso.

Dopo l'annuncio della linea dura da parte di Berlusconi contro gli studenti che manifestano solo per avere una scuola migliore e una Università che insegni qualcosa, oggi arriva la smentita a denti stretti e molto imbarazzata. Questo mi fa comprendere quanto sia importante, in talune occasioni, restare in silenzio.

Un'altra genialata arriva dalla Gelmini che ha annunciato di essere disposta ad incontrare i rappresentanti degli studenti, anche se non capisce il motivo delle modilitazioni di questi giorni, senza rendersi conto che le proteste sono quasi alla stessa stregua del 1968 e non ricordo che in quell'anno sia stata qualche crisi economica.
Ritornando alle motivazioni della Gelmini: bisogna essere di ferro per non capire che una legge che sta facendo incazzare tutti deve essere immediatamente abrogata.

Una volta in questo periodo gli studenti andavano in autogestione per i più svarati motivi come quelli, ma quest'anno a loro si sono uniti gli insegnanti quindi veramente qualcosa non va, veramente siamo alla frutta, vermante chi sta al governo crede di essere infallibile e hanno la faccia tosta di non chiederselo nemmeno; mi spiego meglio, caro Macinino: nella mente di chi fa le leggi non passa minimamente il dubbio di scrivere delle cavolate che possono, in qualche modo, danneggiare ulteriormente e contemporaneamente il presente e il futuro di una Nazione. C'è da rabbrividire.

Che la qualità degli studenti italiani sia scesa non vi sono dubbi: la colpa non è solo di questo governo, tutti hanno contribuito a questo stato di cose, adesso indietro non si può tornare perchè non ci son più gli insegnati di 20 anni fa; è necessario quindi che gli studenti ritornino a studiare seriamente e non sempre meno come negli ultimi anni, dove basta il minimo indispensabile per essere promossi: ai miei tempi nessuno si gettava dal balcone per essere stato rimandato o bocciato. Gli insegnanti ritornino a fare gli insegnati e i politici, oltre a ricordasi di essere dei cittadini, cerchino, qualora lo abbiano mai avuto, di ritrovare il buon senso.
Interroghiamoci su questo.

Buona Notte.

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